ISYBA News

Lotta dura contro l'abusivismo

Considerando l'elevato numero di "Brokers Abusivi" che continuano ad operare illegalmente in Italia, ISYBA, per tutelare l'attività svolta legalmente e con grande fatica dalle vere ed autorizzate Imprese di Mediazione Marittima, pubblica di seguito un semplice Vademecum, utile sia per le Autorità di Vigilanza (Guardia di Finanza in primis) che per i Consumatori.
 
Brokers abusivi: un danno per tutti
L'abusivismo si configura come un'attività esercitata contro la Legge, che incide negativamente sotto molteplici aspetti: viene arrecato un danno enorme alle imprese che cercano di operare nella legittimità più completa e che, nel contesto attuale di crisi economica, sentono sempre più forte l'esigenza di venire tutelate tramite iniziative in grado di contrastare il problema e le ricadute sia in termini economici che d'immagine.
Inoltre, l'abusivismo, oltre ad arrecare degli enormi danni alle aziende crea anche un danno allo Stato che attraverso le imposte, le tasse, l'Iva ecc. acquisisce la liquidità necessaria per sviluppare e rendere disponibili molti servizi ai cittadini (sanità, pensioni, scuola, pubblica sicurezza ecc...).
In sostanza l'abusivismo determina un danno (economico e morale) per le Imprese e per i Consumatori, un generale abbassamento degli standard di qualità, un rischio per la salute e la sicurezza pubblica, lo sfruttamento di manodopera clandestina, fenomeni di riciclaggio, un danno per l'Erario in ragione della diminuzione delle entrate, dell'evasione fiscale e di quella contributiva.
 
Quali soggetti possono qualificarsi come "Broker" negli annunci pubblicitari
Secondo l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (v. Provvedimento n. 2135 del 15 luglio 1994) l'anglicismo "broker" assume, in base agli usi ed alle consuetudini consolidate nell'ambito del settore e del mercato nautico, la medesima accezione del termine italiano "mediatore marittimo".
Ciò a significare che solo chi è in possesso dell'abilitazione professionale prevista dalla Legge n. 478/1968, ovvero il Mediatore Marittimo, è autorizzato a qualificarsi come "Broker".
 
Come individuare un Broker abusivo"
Dal 30 settembre 2013 (data in cui è stata data effettiva attuazione al Decreto Legislativo n. 95/2010) individuare i “Mediatori abusivi” che operano in Italia è diventata un’operazione semplicissima e senza alcun costo: è sufficiente collegarsi al sito web delle Camere di Commercio italiane (ecco il link: www.infoimprese.it) e digitare la ragione sociale dell’impresa.
Se tra le attività attività esercitate NON è presente quella di “Mediazione Marittima” significa che tale Impresa NON è abilitata a svolgere “attività di mediazione nei contratti di costruzione, di compravendita, di locazione e di noleggio di navi (ivi comprese le unità da diporto) e nei contratti di trasporto marittimo di cose”.
Tale “novità normativa” costituisce, inoltre, una notevole facilitazione anche per le Autorità che devono far rispettare le leggi (GDF in primis) in quanto dal 30 settembre 2013 è diventato semplicissimo ottenere le “prove” degli illeciti commessi dai soggetti “abusivi”, quali per esempio:
  • siti web (che spesso non riportano l’obbligatoria Partita IVA o la cookies/privacy policy);
  • pagine pubblicate sui social network, quali "Facebook", "Linkedin", "Twitter";
  • pubblicità sulle riviste Nautiche nelle sezioni “Charter, Usato e Brokerage”;
  • annunci di barche in vendita “appiccicati” sulle “vetrine” degli uffici presenti in tutti i porti turistici.
Gli "artifizi" usati dagli Abusivi per tentare di aggirare la Legge n. 478/1968
La fantasia per giustificare lo svolgimento abusivo dell'attività di mediazione marittima non ha limiti, anche se oggi è quasi impossibile farla franca in caso di controlli... Di seguito un breve elenco di alcuni "artifizi" utilizzati nell'inutile tentativo di aggirare le chiare disposizioni della Legge n. 478/1968:
  • operare come Concessionario, Rivenditore o Commerciante di unità da diporto e proporre l'usato senza "averlo ritirato" o senza aver ricevuto specifico "mandato a vendere" per tutte le barche pubblicizzate, pretendendo inoltre un corrispettivo sia dal Venditore che dal Compratore;
  • operare come Agenzia di Viaggio e proporre la locazione ed il noleggio di unità da diporto vendendo al Cliente un "voucher" (buono di imbarco) anzichè stipulando il necessario contratto di utilizzazione in qualità di Armatore/Noleggiante;
  • operare come ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) e proporre la locazione ed il noleggio di unità da diporto di altre società armatrici o di privati (noleggio occasionale);
  • operare via Web come "piattaforma informatica" facendo svolgere l'attività di mediazione marittima ad un "software"
  • sostenere di svolgere attività di mediazione marittima "occasionalmente", dimenticando che la legge n. 478/1968 vieta espressamente anche questo "escamotage".
 
Che cosa rischia il "Broker Abusivo"
Svolgere l'attività di mediazione marittima senza i requisiti di legge comporta per gli Abusivi alcune conseguenze, sia di carattere civile che penale. Ne ricordiamo di seguito alcune:
  • l'abusivo non ha diritto alla provvigione e nel caso i Clienti avessero corrisposto un compenso potranno richiederne la restituzione;
  • la pubblicità su riviste o siti web specializzati resa da Abusivi può essere sospesa dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in quanto "ingannevole";
  • il soggetto che opera abusivamente è punito ai sensi dell'art. 348 Codice Penale (Abusivo esercizio di una professione. Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da centotre euro a cinquecentosedici euro).
  • chiunque abbia subito una condanna per abusivismo non può sostenere l'esame per ottenere il titolo di Mediatore Marittimo fino a quando non sia stato "riabilitato".
 
A chi segnalare un "Broker Abusivo"
Due sono i canali da attivare per segnalare un soggetto che opera abusivamente:
  • il Registro Imprese della Camera di Commercio presso cui la società è iscritta;
  • la Guardia di Finanza.
In caso di dubbi, contattate preventivamente ISYBA utilizzando questo link: