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Mediatore Marittimo o Mediatore del Diporto?

Mediatore del Diporto: aspetta e spera che poi (forse) si avvera...

Nonostante i numerosi tentativi per scardinarlo, resta fermo il principio in base al quale la disciplina specialistica sulla Mediazione Marittima (v. Legge n. 478/1968) costituisce la categoria che raggruppa tutte le specie di mediazione su Navi (come definite dall'art. 136 C.N.), ivi comprese le unità da diporto, indipendentemente dalla tipologia di navigazione svolta con esse (trasporto, rimorchio, pesca, diporto o altro scopo). Di conseguenza i Pubblici Mediatori Marittimi ed i Mediatori Marittimi sono gli unici professionisti abilitati a svolgere attività di mediazione nei contratti di costruzione, di compravendita, di locazione e di noleggio di Navi (come definite dall'art. 136 C.N.) e nei contratti di trasporto marittimo di cose.

Quanto sopra espresso manterrebbe piena validità anche nell'ipotesi in cui fosse istituita la "sotto-figura" del Mediatore del Diporto, cioè quel professionista abilitato a svolgere attività di intermediazione solo per quanto attiene alle unità da diporto che navigano per diporto, ovvero una tra le varie specie di Navi (come definite dall'art. 136 C.N.).

Dopo quasi trent'anni di inutili tentativi, con il Decreto Legislativo "Revisione ed integrazione del Codice della Nautica da Diporto - 2017": è stata istituita (sulla carta) l'anacronistica figura professionale del Mediatore del Diporto; sono stati specificati i requisiti che devono essere posseduti per ottenere l'abilitazione (tra cui la partecipazione obbligatoria ad un corso a pagamento ed il superamento di una prova d'esame, entrambi organizzati dalla Regione di competenza) e le sanzioni da comminare a chi si rende colpevole di violazioni; sono state definite le attività che possono essere svolte (la mediazione o la consulenza per la conclusione dei contratti di costruzione, compravendita, locazione, noleggio e ormeggio di unità da diporto) e quelle incompatibili (commercio, rappresentanza, dealership, costruzione, armamento, etc.). Come spesso accade in Italia, le persone interessate a diventare Mediatori del Diporto dovranno attendere, con grande pazienza, che i Ministeri competenti realizzino e pubblichino due decreti attuativi: il primo riguardante la definizione ogni tre anni del costo del Corso obbligatorio da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze; il secondo con cui sono stabiliti: i programmi del corso, i criteri per le prove di esame; le procedure di applicazione delle sanzioni disciplinari;  le modalità di iscrizione nel Registro delle Imprese e nel REA; da parte del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con altri Ministeri.

Attenzione: i Mediatori Marittimi possiedono un titolo superiore che ricomprende anche quello del Mediatore del Diporto; di conseguenza non dovranno assoggettarsi ad alcuna ulteriore incombenza amministrativa.

Attraverso il link che segue ISYBA mette a disposizione l'articolo 33 con cui viene istituito il Mediatore del Diporto, contenuto alle pagine da 23 a 26 dello:

Per ogni delucidazione i Soci di ISYBA possono utilizzare il seguente: