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Il Mediatore Marittimo

  1. Chi è il Mediatore Marittimo?
  2. Quali sono gli obblighi del Mediatore Marittimo?
  3. Quali sono le responsabilità del Mediatore Marittimo?
  4. Quali sono i compensi spettanti al Mediatore Marittimo?

Diventare Mediatore Marittimo

  1. Come si acquisisce il titolo di Mediatore Marittimo?
  2. Dove è possibile sostenere l'esame?
  3. Dopo quanto tempo è possibile ripetere la prova d'esame?

La preparazione all'esame

  1. Quali sono le materie da studiare per sostenere l'esame?
  2. E' obbligatorio partecipare ad un corso specifico?
  3. Quali sono i testi consigliati per preparare l'esame?
  4. Vengono organizati corsi per preparare l'esame?

Chi è il Mediatore Marittimo?

Il Mediatore Marittimo rientra giuridicamente nella più ampia categoria dei mediatori in generale che trova la sua disciplina negli Artt. dal 1754 al 1765 del Codice Civile; la sua attività professionale trova invece una disciplina specifica nella legge 12/3/1968 n.478.

Quali sono gli obblighi del Mediatore Marittimo?

Per quanto riguarda lo svolgimento dell'attività professionale, la Legge n. 478/1968 ed il suo regolamento attuativo (D.P.R. 4 Gennaio 1973, n. 66) si limitano a porre in evidenza, fra gli obblighi principali del mediatore marittimo, quello del segreto professionale, dell'osservanza, quale imprenditore che esercita attività commerciale, delle disposizioni del Codice Civile (Artt.2214/2220) relative ai libri obbligatori e alle scritture contabili. Quindi il mediatore iscritto, oltre al libro dei contratti conclusi, deve tenere il libro giornale e quello degli inventari. Deve altresì provvedere alle scritture contabili che sono richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa e conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi, dei fax, delle email e delle fatture ricevute, nonché copia delle lettere, dei telegrammi, dei fax, delle email e delle fatture spedite. A richiesta della parte che anticipi tutte le spese necessarie, il mediatore marittimo deve depositare presso un pubblico notaio gli originali delle lettere e dei telemessaggi di autorizzazione, onde il notaio possa rilasciare copie autentiche alle parti. Queste disposizioni non si riferiscono ai contratti di compravendita o di costruzioni di navi.

Quali sono le responsabilità del Mediatore Marittimo?

Le responsabilità del mediatore marittimo sono quelle indicate nell'Art.1759 del Codice Civile il quale stabilisce quanto segue:

  • il mediatore marittimo deve comunicare alle parti le circostanze a lui note relative alla valutazione ed alla sicurezza dell'affare, che possono influire sulla conclusione dello stesso, e risponde dell'autenticità della sottoscrizione delle scritture;
  • il mediatore marittimo che non manifesta ad un contraente il nome dell'altro, risponde dell'esecuzione del contratto e, quando lo ha eseguito, subentra nei diritti verso il contraente nominato;
  • se dopo la conclusione del contratto il contraente non nominato si manifesta all'altra parte o è nominato dal mediatore marittimo, ciascuno dei contraenti può agire direttamente con l'altro, ferma restando però la responsabilità del mediatore marittimo.

Il mediatore marittimo che non adempie ai suoi obblighi, come sopra indicati, è punito con una ammenda. Nei casi più gravi può essere aggiunta la sospensione dalla professione fino a sei mesi. I casi ancora più gravi vanno regolati dal Codice Civile e Penale con la radiazione dai ruoli. Infine, il mediatore marittimo che presta la sua opera nell'interesse di persona notoriamente insolvente o della quale conosce lo stato di incapacità è soggetto alle stesse sanzioni di cui sopra.

Quali sono i compensi spettanti al Mediatore Marittimo?

Per quanto riguarda i compensi spettanti al mediatore marittimo per le sue prestazioni di intermediazione sono chiamati "provvigioni". La pratica, facendo eccezione alla normativa generale, che conferisce al mediatore il diritto al compenso da ciascuna delle parti, gli attribuisce il diritto alla provvigione (brokerage) soltanto da una parte, cioè dal proprietario/armatore della Nave, se trattasi di locazione; da parte dell'armatore o del vettore, se l'intervento riguarda il contratto di noleggio o di trasporto di carico, sempreché la sua attività sia sfociata nella conclusione dell'affare. Se il contratto è sottoposto a condizione sospensiva, il diritto alla provvigione sorge nel momento in cui si verifica la condizione (Art.1757 C.C.). La misura della provvigione è fissata dagli usi locali, per quanto riguarda l'attività svolta in campo nazionale, e da consuetudini internazionali, per quanto riguarda l'attività che si svolge con armatori o vettori esteri o clienti. Per quanto riguarda invece la compravendita, se il contratto concluso ha per oggetto Navi italiane sul mercato italiano, la provvigione è in parte a carico del Venditore e in parte a carico del Compratore. Sia per i contratti di utilizzazione che per quelli di compravendita di navi, la provvigione (brokerage) è una, per cui, se l'affare viene concluso per l'intervento (simultaneo o successivo, ma in collaborazione) di più mediatori marittimi, ciascuno di essi ha diritto ad una quota della provvigione (Art. 1758 del C.C.). Di qui l'espressione "for division with others" che viene inserita nella clausola relativa al "brokerage".

Come si acquisisce il titolo di Mediatore Marittimo?

Per ottenere il titolo di Mediatore Marittimo, è obbligatorio superare positivamente l'esame di abilitazione. Ciò rappresenta solo il punto di partenza di un'attività professionale impegnativa, che richiede un costante aggiornamento. Che si operi nel settore mercantile o nel diporto, la conoscenza approfondita delle leggi internazionali e nazionali, dei regolamenti tecnici ed amministrativi, della fiscalità, della contrattualistica e, soprattutto, del mercato costituiscono gli "skills" che caratterizzano il Mediatore Marittimo ("Broker") rispetto a qualsiasi altro professionista. Si ricorda che chi opera senza possedere il titolo professionale di Mediatore Marittimo (cioè abusivamente), oltre a rischiare le sanzioni penali previste dalla legge, rischia di non ottenere alcun compenso provvigionale o di dover restituire quelli ottenuti illecitamente.

Dove è possibile sostenere l'esame?

Presso le Camere di Commercio indicate del D.M. 10 dicembre 1968 (Imperia, Savona, Genova, La Spezia, Livorno, Roma, Napoli, Salerno, Reggio Calabria, Taranto, Brindisi, Bari, Pescara, Ancona, Ravenna. Venezia, Trieste, Cagliari, Messina, Catania, Siracusa, Trapani, Palermo). Dette Camere di Commercio competenti per territorio dovrebbero provvedere, almeno una volta l'anno, all'espletamento delle prove di esame assicurando la necessaria massima pubblicità degli avvisi di concorso innanzitutto mediante la loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. La prova di esame per l'iscrizione nell'ex-sezione ordinaria del ruolo è orale. La prova di esame per l'iscrizione nella sezione speciale del ruolo consta di due prove scritte e di una prova orale..

Dopo quanto tempo è possibile ripetere la prova d'esame?

Coloro che non hanno superato una precedente sessione d’esame, sono ammessi a partecipare alla presente sessione a condizione che siano trascorsi sei mesi dalla data di notificazione dell’esito negativo dell’esame precedente sostenuto presso la Camera di Commercio (art. 15, D.P.R. 4 gennaio 1973, n. 66).

Quali sono le materie da studiare per preparare l'esame?

La prova di esame per l'iscrizione nella ex-sezione ordinaria del ruolo è orale e verte sui seguenti argomenti:
a) norme che regolano la mediazione dettate dal codice civile, da leggi e da regolamenti;
b) nozioni teorico-pratiche relative ai contratti di compravendita, di locazione e di noleggio di navi, ai contratti di trasporto di cose ed ai documenti del trasporto marittimo;
c) nozioni relative alla costruzione ed all'esercizio della nave;
d) conoscenza delle caratteristiche e dell'andamento del mercato dei noli e della compravendita di navi;
e) conoscenza dei principali contratti-tipo in uso, delle clausole e degli usi marittimi locali e nazionali, nonché delle principali consuetudini internazionali relative ai trasporti marittimi;
f) conoscenza delle principali disposizioni del codice della navigazione in materia di amministrazione della navigazione marittima, di regime amministrativo delle navi, di costruzione e proprietà della nave, di impresa di navigazione, di privilegi e di ipoteche;
g) nozioni sulle assicurazioni marittime, corpi e merci;
h) nozioni sulle avarie marittime e sui loro regolamenti;
i) conoscenza delle operazioni e dei servizi portuali, nonché delle funzioni che svolgono i vari ausiliari del traffico marittimo nella fase portuale (agenti marittimi, spedizionieri, imprese portuali, compagnie portuali, ecc.);
j) conoscenza della geografia politica ed economica;
k) conoscenza pratica della lingua inglese ed in particolare dei termini tecnici relativi ai vari istituti.

L'esame per l'iscrizione nella sezione speciale del ruolo consta di due prove scritte e di una prova orale. Le prove scritte e la prova orale sono le seguenti:

Prove scritte:
a) Nozioni di diritto marittimo e dei termini contrattuali per noleggi e compravendita di navi;
b) redazione di contratti.

Prova orale:
a) tutte le materie indicate per la iscrizione nella ex-sezione ordinaria del ruolo;
b) nozioni sui costi delle imprese di navigazione;
c) nozioni sull'esecuzione forzata e le misure cautelari di cui al titolo V del libro IV della parte prima del codice della navigazione;
d) nozioni di merceologia e di stivaggio delle navi;
e) trattamento fiscale e registrazione dei contratti di utilizzazione della nave; nozioni sulle clausole compromissorie e sull'arbitrato libero.

E' obbligatorio partecipare ad un Corso specifico?

No, la legge n. 478/1968 non prevede alcun obbligo in tal senso.

Quali sono i testi consigliati per preparare l'esame?

ISYBA consiglia la pubblicazione Manuale per Aspiranti Mediatori Marittimi (Ed. 2015).

Vengono organizzati Corsi di preparazione all'esame?

Sì. ISYBA organizza il Corso Aspiranti Mediatori Marittimi a cui gli interessati possono partecipare. La novità introdotta recentemente riguarda  l’adozione del sistema “a distanza in videoconferenza” che, grazie alla “delocalizzazione” dell’intervento formativo, consente:

  • di instaurare un rapporto diretto docente-partecipante “one to one” (formazione sincrona e superamento del vincolo del numero minimo di partecipanti);
  • di abbattere le “barriere geografiche” (i seminari possono essere seguiti da casa o dal proprio ufficio);
  • di definire in modo flessibile l’orario ed il calendario delle lezioni con il docente (ottimizzazione del tempo disponibile);
  • di ridurre sensibilmente i costi di partecipazione (annullamento delle spese di spostamento, di reperimento aula, etc.);
  • di ridurre la durata del seminario (il rapporto “one to one” consente di concentrare l’attenzione sul singolo partecipante);
  • di offrire una opportunità a chi, per ragioni di distanza o poco tempo a disposizione, abbia sempre trovato difficile iscriversi a un corso tradizionale.